LA VISIONE
In un territorio così potente, Vittorio Moretti non poteva che esprimersi secondo la sua natura più profonda, quella di costruttore e visionario.
Il nome Petra significa pietra, come un tributo alla terra che ci ospita.
IL PROGETTO ARCHITETTONICO
Anche Mario Botta, architetto svizzero e grande amico di Vittorio, parte da questo spunto: la pietra riveste l’intero edificio. La Pietra di Prun, viva e mutevole nei colori, dialoga con le geometrie dell’edificio e con la natura circostante, cambiando tono ed espressione con la luce del giorno.
Il gesto architettonico è forte e monumentale: forme archetipiche – un cilindro e due parallelepipedi – per volumi maestosi che si integrano con la collina. Petra è un esempio di cantina ipogea, sviluppata in buona parte nel sottosuolo fino a quasi 25 metri di profondità, sfruttando l’inclinazione naturale della collina e beneficiando di temperatura e umidità ideali.
VERTICALITÀ E LUCE
La luce entra dalle grandi vetrate e crea un continuo tra esterno e interno. Per la monumentalità delle forme, il senso di verticalità e la luce che attraversa gli spazi, Petra è spesso definita una “cattedrale del vino”: costruzione e paesaggio in dialogo continuo, architettura ed enologia che convivono in perfetto equilibrio.