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Petra, magica in una terra magica

Le memorie dei Greci e degli Etruschi sussurrano nel cuore della Maremma toscana, natura di primizie e terra di metalli preziosi

Cibo. Libertà. Umanità.

Il libro di Carlo Petrini, la mostra fotografica di Oliviero Toscani e i vini di Vittorio Moretti in mostra nella cantina di Petra.

Collezione Vini 2014

Tre differenti unità di suolo per 8 grandi vini che sono fedele espressione del territorio toscano

Petra: istantanee

Alberto Bregani racconta l’anima di Petra in 24 scatti d’autore

i vini Petra

Cantina unica in un luogo unico, Petra riceve dal cielo e dalla terra il misterioso segreto,
e alla terra e al cielo lo ritrasmette attraverso la produzione di vini
che hanno l’anima della Maremma toscana e lo spirito che parla dei segreti di una lingua antica.

scopri i vini Petra

Petra

igt toscana rosso

Cabernet sauvignon e Merlot

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Petra

Igt toscana rosso

Questo vino è prodotto a partire da due vitigni classici ed internazionali, il Merlot e il Cabernet sauvignon. Due varietà che si sono rivelate perfettamente idonee alla tipologia dei suoli di Petra. Per ognuna di esse l’azienda ha saputo identificare il terroir più adatto ad infondere riconoscibilità tipologica al vino. In esso hanno trovato espressione le connotazioni più apprezzate delle due varietà: l’eleganza e la morbidezza del Merlot, che è sensibile alla siccità e quindi predilige i terreni collinari e freschi, e il carattere del Cabernet sauvignon, che predilige suoli ricchi di scheletro, poco fertili e con buona capacità idrica.

Anche il metodo di produzione è rigorosamente teso alla difesa della connotazione territoriale: le uve vengono raccolte a piena maturazione (fine agosto-metà settembre) e trasportate in cassette con capienza non superiore a 17 kg; la fermentazione si svolge naturalmente con lieviti indigeni e la vinificazione avviene in tini tronco-conici di rovere da 100 hl. L’affinamento avviene in barrique di rovere francese (Allier, Nevers e Tronçais) di tostatura media e leggera, nelle quali si svolge l’intera fermentazione malolattica. Di queste barrique, solo una piccola parte sono nuove, mentre il rimanente è di primo, secondo e terzo passaggio. Il periodo d’invecchiamento prevede 18 mesi in legno e altrettanti mesi in bottiglia.

la degustazione

Il colore rosso granato, con sfumature intense e luminose, è concentrazione ma anche purezza e baricentro. Il profumo è profondo, complesso e persistente. La bocca è importante, sinuosa, di particolare equilibrio. Pienezza nel palato, incantato dai sentori di frutti neri in confettura e sfumature di marasca, a cui si uniscono le note di rosmarino e mirto e i sentori speziati e di caffè. La trama tannica è molto fine, in sintonia con una fresca acidità e una ritmata sapidità.

etichetta

L’etichetta del vino Petra Igt Toscana riproduce tre cerchi in progressione verticale che si riferiscono alla triade terra- uomo-cielo. I cerchi, disegnati dalle parole, si intersecano fra loro e l’intersezione vuole rappresentare il rapporto che lega l’uomo, l’albero, e quindi la vite, al cielo e alla terra.



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Alto

igt toscana rosso

Sangiovese 100%

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Alto

Igt toscana rosso

Alto rappresenta una delle espressioni più marcate della potenza di un territorio, la Val di Cornia, le cui caratteristiche geologiche e microclimatiche si esprimono in maniera netta attraverso un vitigno, il Sangiovese, che in Toscana ha la sua patria d’elezione.

In questo angolo di costa tirrenica, il Sangiovese si propone con particolare complessità e vigore tannico associando una spiccata traccia minerale ad un’acidità meno marcata rispetto a quella più nota, tipica delle zone interne. In questo senso, Alto è giovane interprete di una ricerca sperimentale che intende valorizzare, per differenza, una carica espressiva derivante da terreni di matrice argillosa e maturazioni fenoliche perfettamente compiute.

Le uve di Sangiovese vengono raccolte a mano verso la fine di settembre con una particolare cura per l’integrità della bacca. Dopo un’attenta selezione sui banchi di cernita, la vinificazione avviene in tini tronco-conici di rovere da 100 hl.

La fermentazione alcolica è preceduta da una fase di macerazione pre-fermentativa a freddo allo scopo di esaltare la tipica componente aromatica del varietale. Ad una lunga macerazione, tesa a potenziare le capacità di invecchiamento, segue per almeno 18 mesi l’affinamento, per il quale si privilegiano contenitori demi-muid da 600 litri. Successivamente all’assemblaggio e ad una leggera filtrazione, si procede alla messa in bottiglia e qui il vino riposa per almeno 18 mesi prima di essere posto in vendita.

la degustazione

La particolare concentrazione di colore si esprime in un rubino brillante, carico. Al naso sentori di terra e di sottobosco si alternano a precise note di confettura, cacao e ciliegia matura. Al gusto si evidenzia la grande traccia minerale, una trama tannica importante, ben equilibrata dalla dolcezza alcolica. Vino avvolgente, carico di struttura, la cui complessità aromatica guadagnerà senz’altro in distensione attraverso l’ulteriore affinamento in bottiglia.



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Potenti

igt toscana rosso

Cabernet sauvignon 100%

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Potenti

Igt toscana rosso

Nel vigneto da cui Potenti trae origine, il rapporto equilibrato tra frazione argillosa e scheletro nella composizione del suolo, unito ad una buona pendenza del terreno, determina spontaneamente un utilizzo ideale delle naturali risorse idriche. Non solo, le brezze marine che costantemente lambiscono questo rilievo sotto costa, equilibrano il naturale processo di maturazione delle uve, favorendo, già in questa primissima fase, un singolare rapporto di stabilità tra le componenti acide e le sostanze zuccherine presenti nelle uve.

L’insieme di queste componenti conferisce al vino spiccato e fresco equilibrio, notevole capacità d’invecchiamento, ed infine grande eleganza ed originalità sensoriale. Vendemmiate in ottobre, le uve di Cabernet sauvignon vengono poste a macerare, e quindi a fermentare, in tini tronco-conici da 100 hl. Segue la maturazione in barrique da 225 lt per 18 mesi e l’affinamento di 15 mesi in bottiglia.

la degustazione

Colore rosso porpora di bella intensità. Il naso è austero e signorile, con ampio spettro olfattivo, note di ribes e frutta scura, con eleganti sfumature balsamiche. In bocca si percepiscono tannini puliti e di piacevole freschezza, con bella presenza di frutta rossa e una speziatura finale equilibrata. Di buona larghezza e persistenza, possiede vigoria ed eleganza. Sicura ed esponenziale l’evoluzione nel corso dell’affinamento, gli anni di cantina a garantirne la crescita qualitativa.



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Quercegobbe

igt toscana rosso

Merlot 100%

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Quercegobbe

Igt toscana rosso

Porta il nome della vigna che lo produce, Quercegobbe, posta ai margini della macchia mediterranea e orientata verso il mare. Una posizione ideale per il Merlot, che predilige terreni collinari e climi ventilati. I suoi filari, piantati nel 1997, si trovano nei vigneti più prossimi alla cantina di produzione. Una vicinanza ideale, oltre che fisica, poiché il Merlot è il vino che Francesca Moretti predilige, il campo d’azione nel quale ha scelto di misurare intuizione, conoscenza e progettualità, sue e del suo team di cantina.

In Toscana, come in Val di Cornia, il nuovo ha sempre radici antiche: il futuro di Quercegobbe è già scritto nella tipologia dei suoli, in tutto simili alle argille del Pomerol francese, regno del Merlot. Suoli ricchi di manganese e di metalli, qui trasportati dai fenomeni di erosione e accumulo delle vicine colline metallifere.

Il risultato è un vino elegante e al contempo vigoroso, per il quale si è predisposta ogni cura ed attenzione in vigna ed in cantina. Vendemmiato nelle ore più fresche, il vino fermenta in tini di legno tronco-conici a temperature controllate. A fine fermentazione, viene posto ad affinare per 15 mesi, parte in demi-muit nuovi da 600 litri e parte in barrique di secondo passaggio. Durante questo periodo svolge la completa fermentazione malolattica. L’affinamento prosegue quindi per altri 10 mesi nella bottiglia.

la degustazione

Colore rosso rubino intenso, con vivaci note cromatiche. Profumi ricchi di frutta rossa, con sottili note speziate e sentori balsamici di mirto ed eucalipto. Di grande eleganza gustativa, grazie alla fresca sapidità e alla dichiarata mineralità, è profondo al palato, con tannini fini e setosi. Corpo e acidità sono ben evidenti e, soprattutto, in equilibrio. La persistenza è lunga, vigorosa e armonica nel retrogusto.



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Ebo

igt toscana rosso

Cabernet sauvignon, Merlot, Sangiovese

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Ebo

Igt toscana rosso

Nel nome, il vino rimanda alle radici storiche di Suvereto. Ebo era infatti la denominazione di un insediamento etrusco di antichissima origine. Il vino è prodotto a partire dal vitigno Sangiovese, una delle più antiche e pregiate varietà italiane coltivata nell’area toscana fin dai tempi degli Etruschi. L’azienda Petra coltiva questo vitigno con estrema attenzione al fine d’interpretare al meglio la tipicità dei suoli e la ricchezza del territorio della Val di Cornia.

Anche il metodo di produzione è rigorosamente teso alla difesa della connotazione territoriale: le uve vengono raccolte a piena maturazione (fine agosto - metà settembre) e trasportate in cassette con capienza non superiore a 17 kg; la fermentazione è effettuata con lieviti indigeni e la vinificazione si svolge in vasche di acciaio a temperatura controllata. L’invecchiamento avviene in fusti di rovere di Slavonia, mentre una piccola parte evolve per 10 -12 mesi in barrique di rovere (di secondo e terzo passaggio) provenienti dal massiccio centrale della Francia. Al periodo di evoluzione in legno seguono dieci mesi di affinamento in bottiglia.

la degustazione

Colore rosso rubino, limpido e di media intensità. Profumo nitido con un ampio ventaglio di suggestioni di frutti rossi, ciliegia e mirtillo. Sapore pieno, fresco e assai piacevole, di buona persistenza finale. Ottima l’armonia tra acidità e tannini. Sapido il finale, in cui ricompaiono sentori di mora e frutta secca.

etichetta

L’etichetta del vino Ebo rappresenta una volta celeste costellata da otto sfere che rappresentano le fasi lunari e da sette anelli concentrici che rimandano ai giorni della settimana. Un simbolo che sintetizza la relazione tra Natura e Tempo ed il rispetto che Petra riserva ad entrambi in ogni fase della lavorazione.



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Zingari

igt toscana rosso

Merlot, Syrah, Petit verdot, Sangiovese.

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Zingari

Igt toscana rosso

Vino gradevole e fresco, è il risultato di un approccio sperimentale al vigneto e alla vinificazione. Le vigne da cui provengono le uve utilizzate per produrre Zingari si trovano in zona pedecollinare, parte nel comune di Suvereto e parte nel comune di Riotorto. I terreni sono principalmente argillosi e sabbiosi e la scelta varietale è funzionale a ritrovare in questo vino piacevolezza e profumi delicati.

Le uve vengono raccolte a mano nella seconda metà di agosto e, per esaltarne il carattere fruttato, vengono sottoposte a una breve macerazione di 7-10 giorni. Fermentazione e affinamento avvengono in vasche d’acciaio inox nelle quali si svolge anche la fermentazione malolattica. In seguito avviene un breve affinamento in bottiglia.

la degustazione

Colore rosso rubino. Profumo che si apre immediato con note floreali e fruttate. Sapore fragrante e netto di ciliegia, sfumature di marasca e ricordi di rosa canina. Finale piacevole e di giusta lunghezza.

etichetta

L’etichetta di Zingari nasce da un’interpretazione pittorica del tema della spirale la cui struttura geometrica, frequente nel regno vegetale, richiama l’evoluzione di una forza. Essa rappresenta i ritmi ripetuti della vita, il carattere ciclico dell’evoluzione, simbolo di fecondità e fertilità della terra.



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Mareto

igt toscana rosso

Merlot 40%, Syrah 40%, Malbec 20%

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Mareto

Igt toscana rosso

Mareto è incontro di terra e mare. L’antica Toscana, che eccelleva nella lavorazione del ferro, ha incontrato, attraverso il mar Mediteranneo, la coltura della vite alla maniera dei greci. Anfore provenienti da Chios, terra di vini eccellenti, sono state ritrovate scavando all’interno delle colline metallifere che circondano Suvereto. Da questo scambio di merci, uomini e idee sono nati molti altri destini; uno di questi è il vino Mareto, unione di Mare e Suvereto, sintesi di conoscenza e magia, di sperimentazione e intuizione.

Zona di produzione: i vigneti, risultato di un progetto sperimentale, sono coltivati a Merlot, Syrah e Malbec. Collocati in località Graziani, nel Comune di Campiglia Marittima, ad un’altitudine di 25-35 metri s.l.m, sono esposti ad Ovest e hanno un’età compresa tra i 7 e i 10 anni.

I vigneti si trovano su terreni di matrice argillosa. Tecniche di produzione: le uve Merlot e Syrah vengono raccolte meccanicamente nella prima metà del mese di agosto al fine di contenere il tenore zuccherino e salvaguardare fragranza e aromi. Più tardiva la raccolta del Malbec, che avviene nella prima settimana di settembre. Dopo la pigiatura, il prodotto è posto in vasche di acciaio nelle quali viene innescata la fermentazione che avviene in tempi rapidi, 8-10 giorni a temperatura controllata. Dopo 5 giorni di macerazione, il prodotto viene svinato. Posto in acciaio, svolge la fermentazione malolattica entro la primavera successiva, al termine della quale inizia il periodo di affinamento che avviene per 3/4 in acciaio e per 1/4 in botti di Rovere di Slavonia da 50 ettolitri vecchie di 30 anni. Dopo circa 3 mesi il vino viene messo in bottiglia, ove sosta altri 2 mesi prima di essere posto in commercio.

la degustazione

Di colore rosso rubino con riflessi violacei, il vino offre profumi floreali, fruttati, di ciliegia e amarene. In bocca risulta fresco e immediato, piacevole, di buon corpo, finale sapido e accattivante.



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L'angelo di San Lorenzo

vino dolce + scheda tecnica
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L'angelo di San Lorenzo

Vino dolce

La storia del vino Angelo di San Lorenzo ha inizio con il ritrovamento di vecchie vigne e di seducenti grappoli di Malvasia, Trebbiano,Clarette e Vermentino,le uve dei grandi vini toscani da meditazione. Petra ha scelto di dare continuità a questa tradizione, recuperando i vecchi tralci contorti e dedicando loro ogni cura necessaria alla perfetta espressione della loro vocazione. L’esito di questo sforzo è stato sorprendente ed ha rivelato il carattere unico dell’area mediterranea che si esprime con vini bianchi ricchi, generosi e di grande armonia.

L’Angelo di San Lorenzo è prodotto con un solo segreto: lasciare che la natura segua i suoi tempi ed i suoi ritmi. Ogni anno, la selezione migliore dei grappoli di queste piante viene fatta maturare al caldo sole di fine estate.

Segue un’operazione di raccolta molto delicata e precisa, mentre un’ulteriore concentrazione degli zuccheri viene ottenuta appendendo i grappoli raccolti su reti parallele dove li si lascia essiccare per almeno tre mesi. Verso la fine dell’anno, si procede alla pigiatura che avviene secondo il ritmo lento, ma continuo, dei torchi meccanici tradizionali dai quali si ottiene un dolcissimo succo d’uva. Dopo una naturale decantazione, la fermentazione prende avvio in modo assolutamente naturale, senza l’intervento di alcun lievito. Le botti, lasciate scolme, vengono riempite solo per tre quarti della loro capacità e vengono poi chiuse con tappi ricoperti interamente di ceralacca calda. Nel contenitore potrà svolgersi la lenta liberazione dell’anidride carbonica responsabile, insieme al legno, della perfetta evoluzione del patrimonio aromatico tipico di questo vino.

Sette, otto anni di affinamento sviluppano tutto il colore, l’aroma e il complesso bouquet di un vino che parla del sole, dei profumi e della storia di un magico angolo della Toscana. Terminata la fase di affinamento, si procede alla creazione di un blend derivato dall’unione di vini di differenti annate. Quest’ultima fase è responsabile dell’armonia e della complessità di un vino dolce, morbido e naturale che trae forza e ricchezza dall’essenza profonda del carattere mediterraneo.

la degustazione

Colore ambrato, caldo e suadente. Profumo intenso e caldo, con eleganti sfumature floreali, fruttate, di albicocca e fichi secchi. In bocca è ricco, armoniosamente denso, con tannini molto eleganti, sostenuti da note balsamiche di macchia mediterranea, sentori di miele di castagno, note di spezie e frutta secca.



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Petra

Olio extra vergine di oliva

Leccino, Frantoio, Moraiolo, Pendolino.

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Petra

Olio extra vergine di oliva

In Val di Cornia l’olivicoltura ha radici antiche e fa perno sulle classiche cultivar toscane, in particolare la triade varietale Frantoio, Leccino e Moraiolo. Nell’olio ricavato dall’azienda agricola Petra vi è un’altra cultivar autoctona, altrettanto pregiata, la Pendolino, che insieme alle altre tre permette di ricavare oli extra vergini di oliva peculiari, dalle caratteristiche sensoriali frutto di una sapiente composizione – Leccino al 40 per cento, Moraiolo al 25 per cento, Frantoio al 20 per cento e Pendolino al 15 per cento – in modo tale da dar luogo a un olio morbido e rotondo, e nel contempo amaro e gradevolmente piccante: l’equilibrio degli opposti.

L’olio prodotto è ricavato da 2000 olivi situati in località San Lorenzo, nel comune di Suvereto, a 120 metri d’altitudine, su un terreno argilloso di 10 ettari. Le olive da cui viene ricavato appartengono tutte a varietà autoctone della regione, i cultivar Leccino, Frantoio, Moraiolo e Pendolino. Tutte le fasi produttive sono direttamente controllate al fine di salvaguardare le naturali caratteristiche del frutto. La raccolta è effettuata rigorosamente a mano, quando le uve sono appena invaiate, e la frangitura avviene nei vicini frantoi con estrazione a freddo in tre fasi continue. Oltre a coniugare qualità nutrizionale e organolettica, questo olio è l’espressione pura dell’impronta della natura.

la degustazione

Giallo dai riflessi verdolini, è limpido alla vista. Al naso ha profumi fruttati vegetali, dalle nette connotazioni erbacee. Al palato è vellutato e morbido, ha buona fluidità e gusto vegetale, con chiari rimandi al carciofo. In chiusura i richiami alle erbe di campo e alla mandorla verde, oltre a una lieve e ben dosata punta piccante.

abbinamenti

Si tratta di un olio versatile, adatto a crudo come in cottura. Esprime il meglio di sé con zuppe di legumi, creme di verdura, carni alla griglia e arrosti di selvaggina.



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il Paesaggio

Suvereto, la Val di Cornia, Toscana

paesaggio

Vicino all’antico borgo di Suvereto, sulle colline ferrose della Val di Cornia dove lo sguardo può lasciarsi andare fino al Mar Tirreno, la magia di Petra è costantemente accarezzata da venti che risvegliano memorie viticole ed enologiche del tempo dei Greci e degli Etruschi. Ciò che è moderno e funzionale è nello stesso tempo tradizione profonda che si perde nelle linee di una storia. È lo strato sotterraneo – della terra, degli uomini, del loro ininterrotto racconto – che Petra rivela e svela.

Con la sua verticalità penetra il segreto che sta sotto, lo oltrepassa, lo attraversa, lo conosce, lo fa suo. L’azienda moderna, bella e funzionale, diventa il territorio, ad esso si abbandona e lasciandosi andare lo riporta in alto, lo eleva, paradiso ritrovato del Tempo che torna a rivivere, richiamo e accenno a qualcosa che va oltre la terra stessa.

Petra vitigni

La vocazionalità territoriale: una voce ascoltata che diventa progetto

Petra è voce ascoltata che diventa visione, progetto, promessa. Realizzazione, con filosofia raccolta da Vittorio e proseguita dalla figlia Francesca. Territori da lei osservati, analizzati, studiati insieme al professor Attilio Scienza, massimo esperto di zonazione, conosciuto in tutto il mondo per i suoi studi sulla vocazionalità dei territori vitivinicoli. Il vino doveva essere in sintonia con quelle voci (e presenze) antiche e misteriose; con quelle forze del terreno aspre. Misteriche. E doveva essere in sintonia con la passione di Vittorio e Francesca e, unendo la terra e il cielo, essere vino espressivo che sapesse suscitare la grande emozione e lasciare traccia magica nella memoria.
Attilio Scienza misura la terra e la studia. Terra che fu crocevia di confluenza tra uomini, beni e merci, tecniche, gusti e modi, attraverso i pregiati vini delle anfore chiote e il ferro delle colline metallifere che gli Etruschi estraevano. Una valle, quella della Val di Cornia, che divenne monopolio di vino e ferro. L’accurato studio di zonazione di Attilio Scienza individua tre principali tipologie di suolo. Una, sommatale, di origine tettonica: terreni pietrosi, talvolta calcarei, con strato di terra non molto erto, poveri, siccitosi, non molto argillosi; un altro formato da fenomeni alluvionali, erosivi e di accumulo, ricchi di manganese e di metalli; e il terzo, la parte più bassa, con terreni ricchi di limo, che consente al vino di liberare tutta la sua eleganza e il suo profumo.

la Cantina Petra

dall’uva al vino secondo natura

Il mare porta il libeccio a Petra, distribuendo silenziosamente alle sue colline la salsedine. Ossida il ferro e arrossisce il suolo, polverizza la forza dei rami caduti che tornano alla terra che si vena di nero. Nascono e vivono le querce di sughero che danno il nome a Suvereto, mentre il cielo illumina il lavoro degli uomini e scalda un terreno generoso di frutti, fiori e frumento, rendendo ricca l’uva da cui l’uomo produce il vino.

Minimo deve essere l’impatto meccanico sulle uve e sul mosto. Il ciclo produttivo è moderno e funzionale, ma mai si allontana dalla tradizione e la lavorazione “per gravità” diventa punto fermo. Il territorio suggerisce, parla, consiglia il modo per arrivare al vino più espressivo e i vitigni sono quelli più idonei al microclima di Petra. Vini che riposano e affinano, in barrique prima e poi in bottiglia, per un lungo periodo. Protetti dal cielo, placati dal sole, risvegliati dal vento, cullati dal silenzio della collina da cui si levano le dolci musiche appena accennate degli uccelli in volo.

Le “suvere”, le maestose querce che producono il sughero, osservano, insieme agli olivi, nello scenario di macchia mediterranea. Innumerevoli paesaggi, susseguirsi di suoli, serie di microclimi in un quadro sempre differente che produce differenza. E nella differenza di un suolo comunque vigoroso, prende vita la genuinità dei vini di Petra, in una evoluzione naturale senza alcuna manipolazione. Dalla vigna alla bottiglia, il principio di gravità rivela il lento movimento che dall’alto, a Petra, porta verso la terra, come mostrano i tre cerchi dell’etichetta: cielo-uomo-terra.

Precisione di una tecnologia che è prima di tutto sensibilità, la tradizione è immediatamente criterio moderno. Un processo creativo. Il grappolo finisce nel cesto, le uve – in alto, sul retro della cantina – iniziano la loro trasformazione. Gli acini, separati dal raspo, finiscono per morbida caduta nelle vasche di macerazione e fermentazione, in una atmosfera dove domina sempre la luce naturale. Le gallerie di invecchiamento e poi, più in basso, nel cuore della collina, si raccoglie e si conserva il risultato, la quintessenza, lo spirito che si è fatto materia. Vino.

Mario Botta e Petra: tra architettura e poesia

“Quando Vittorio Moretti mi chiese di disegnare questa sua cantina, mi è parso di capire che, al di là degli aspetti funzionali, cercasse soprattutto un’immagine capace di comunicare la passione e l’impegno necessari a sorreggere questa sua nuova avventura. Coltivare la vigna impone una visione di ampio respiro che si prolunga nel tempo sull’arco di molti decenni, richiede un controllo del paesaggio dove il territorio interessato non tollera incertezze o approssimazioni.

La trama geometrica della vigna contrasta l’andamento orografico ondulato del suolo sovrapponendo un disegno razionale che evidenzia la misura, la bellezza, la profondità del paesaggio. È nella prospettiva di un simile riordino del territorio ai piedi della campagna collinare di Suvereto che ho intrapreso il progetto per questa nuova cantina. Ho immaginato il nuovo intervento con un solo fronte a valle fuori terra, posto su un pianoro allungato dove si svolgono le attività di ingresso immerse tra le vigne che lo avvolgono. L’allineamento del fronte segna il cambiamento di direzione dei vigneti;

perpendicolari alla costruzione sulle pendici della collina retrostante e ordinati secondo filari posti a quarantacinque gradi nei territori della pianura a valle.
Al centro del lungo fronte si innalza dalla quota di ingresso un volume cilindrico rivestito di pietra di Prun che, nella parte superiore, è sezionato con un piano inclinato parallelo alla collina. Il cilindro accoglie al suo interno le attività di ingresso e al centro i serbatoi per la vinificazione – bellissimi nel loro acciaio rosettato – e ai livelli superiori l’arrivo delle uve e le attività legate alla produzione e ai controlli.

Al pianoterra Vittorio Moretti ha voluto una lunga galleria che penetra la montagna fino ad arrestarsi di fronte ad una parete di roccia che, posta proprio nel cuore della collina, diviene uno spazio di incontro o forse di riflessione, lontano dal cuore tecnico della produzione delle stanze iniziali. È questa galleria un percorso misterioso che porta idealmente verso il cuore della montagna, un cordone ombelicale che ci lega alla terra madre”.

Mario Botta

Carlo Petrini Cibo e libertà

“Il cibo potrà renderci liberi, se tornerà ad essere il nostro cibo, in tutti i modi esistenti e immaginabili, secondo le diverse culture e inclinazioni. Perché cibo è libertà”. Il fondatore e presidente di Slow Food e Terra Madre presenta il suo nuovo libro e con esso definisce gli obiettivi dei prossimi anni lanciando un suggestivo manifesto: La Gastronomia della Liberazione.

Oliviero Toscani Cibo e umanità

Il mondo e la sua biodiversità. La condizione umana e i diritti degli uomini. Un racconto per immagini che esalta la bellezza dei cibi dell’Arca del Gusto di Slow Food e quella dei volti dell’Atlante antropologico “Razza Umana”. Una mostra fotografica che inaugura un nuovo modo di incontrare i luoghi del vino, suggerendo che dietro ad ogni prodotto della terra ci sono i volti e le storie di tanti uomini.

Il cibo può diventare strumento di liberazione.

Lo sostengo alla luce di una storia, delle tante storie che mi riguardano da vicino, perché parlano dell’avventura di Slow Food e Terra Madre. Un’avventura che ho cercato di ripercorrere basandomi sulle esperienze fatte e sugli incontri avvenuti lungo il cammino, sugli ideali condivisi piuttosto che sull’ideologia. Un viaggio che parte dai miei luoghi e dagli anni Ottanta per portarci infine a intuire prospettive future ad ampio raggio, che guardano addirittura al mondo intero. La meta comune è la liberazione dai gioghi, l’uscita dalle gabbie più scandalose: le disuguaglianze, le oppressioni, gli scempi che si perpetrano sull’ambiente e sulle persone, lo scandalo della fame e della malnutrizione.
Carlo Petrini

La fotografia è il linguaggio che ho scelto per rappresentare il mondo.

Vendemmiato nelle ore più fresche, il vino fermenta in tini di legno tronco-conici a temperature controllate. A fine fermentazione, viene posto ad affinare per 15 mesi, parte in demi-muit nuovi da 600 litri e parte in barrique di secondo passaggio. Durante questo periodo svolge la completa fermentazione malolattica. L’affinamento prosegue quindi per altri 10 mesi nella bottiglia.
Oliviero Toscani

Il vino è il futuro che ho scelto per i miei figli.

Tornare a lavorare la terra è un desiderio che ho sempre avuto e che sono riuscito a realizzare, in Franciacorta prima e in Toscana poi. Un’impresa che fa vino di qualità è forzatamente un progetto a lungo termine che esclude ogni forma di speculazione di breve respiro. È quindi un’impresa sana che richiede responsabilità e pazienza, ma che sa offrire moltissimo in termini umani. La terra è un bene da custodire ed è anche un solido punto di appoggio sul quale far crescere competenza, affetti e sogni. Per questo il nostro gruppo si chiama Terra Moretti e per questo, in Toscana, abbiamo scelto luoghi antichi ma non alla moda sui quali costruire il nostro futuro e quello della nostra gente.
Vittorio Moretti