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Petra, magica in una terra magica

Le memorie dei Greci e degli Etruschi sussurrano nel cuore della Maremma toscana, natura di primizie e terra di metalli preziosi

Cibo. Libertà. Umanità.

Il libro di Carlo Petrini, la mostra fotografica di Oliviero Toscani e i vini di Vittorio Moretti in mostra nella cantina di Petra.

Collezione Vini 2016

Tre differenti unità di suolo per grandi vini che sono fedele espressione del territorio toscano

Petra: istantanee

Alberto Bregani racconta l’anima di Petra in 24 scatti d’autore

i vini Petra

Cantina unica in un luogo unico, Petra riceve dal cielo e dalla terra il misterioso segreto,
e alla terra e al cielo lo ritrasmette attraverso la produzione di vini
che hanno l’anima della Maremma toscana e lo spirito che parla dei segreti di una lingua antica.

scopri i vini Petra

Petra

igt toscana rosso

Cabernet sauvignon e Merlot

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Petra

Igt toscana rosso

Questo vino è prodotto a partire da due vitigni classici ed internazionali, il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Due varietà che si sono rivelate perfettamente idonee alla tipologia dei suoli di Petra. Per ognuna di esse l’azienda ha saputo identificare il terroir più adatto ad infondere riconoscibilità tipologica al vino. In esso hanno trovato espressione le connotazioni più apprezzate delle due varietà: l’eleganza e la morbidezza del Merlot, che è sensibile alla siccità e quindi predilige i terreni collinari e freschi, e il carattere del Cabernet Sauvignon, che predilige suoli ricchi di scheletro, poco fertili e con buona capacità idrica.

Anche il metodo di produzione è rigorosamente teso alla difesa della connotazione territoriale: le uve vengono raccolte a piena maturazione (fine agosto-metà settembre) e trasportate in cassette con capienza non superiore a 17 kg; la fermentazione si svolge naturalmente con lieviti indigeni e la vinificazione avviene in tini tronco-conici di rovere da 100 hl. L’affinamento avviene in barrique di rovere francese (Allier, Nevers e Tronçais) di tostatura media e leggera, nelle quali si svolge l’intera fermentazione malolattica. Di queste barrique, solo una piccola parte sono nuove, mentre il rimanente è di primo, secondo e terzo passaggio. Il periodo d’invecchiamento prevede 18 mesi in legno e altrettanti mesi in bottiglia.

la degustazione

Di colore rubino con riflessi granato. Olfatto di grande ricchezza aromatica, intenso e potente nelle note di frutti di bosco, amarene in confettura, rosmarino, legna arsa, tabacco e ancora balsamicità di menta e speziature di cannella e pepe ad avvolgere il tutto. Assaggio sontuoso, di corpo ed eleganza, struttura e potenza. Tannini vellutati e ben integrati in una trama fresca e dall’aristocratico tratto sapido. Retrolfatto persistente, coerente, con finale speziato e balsamico.



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Alto

igt toscana rosso

Sangiovese 100%

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Alto

Igt toscana rosso

Alto rappresenta una delle espressioni più marcate della potenza di un territorio, la Val di Cornia, le cui caratteristiche geologiche e microclimatiche si esprimono in maniera netta attraverso un vitigno, il Sangiovese, che in Toscana ha la sua patria d’elezione.

In questo angolo di costa tirrenica, il Sangiovese si propone con particolare complessità e vigore tannico associando una spiccata traccia minerale ad un’acidità meno marcata rispetto a quella più nota, tipica delle zone interne. In questo senso, Alto è giovane interprete di una ricerca sperimentale che intende valorizzare, per differenza, una carica espressiva derivante da terreni di matrice argillosa e maturazioni fenoliche perfettamente compiute.

Le uve di Sangiovese vengono raccolte a mano verso la fine di settembre con una particolare cura per l’integrità della bacca. Dopo un’attenta selezione sui banchi di cernita, la vinificazione avviene in tini tronco-conici di rovere da 100 hl.

La fermentazione alcolica è preceduta da una fase di macerazione pre-fermentativa a freddo allo scopo di esaltare la tipica componente aromatica del varietale. Ad una lunga macerazione, tesa a potenziare le capacità di invecchiamento, segue per almeno 24 mesi l’affinamento, per il quale si privilegiano le botti di slavonia da 30 e 50 HL. Successivamente all’assemblaggio e ad una leggera filtrazione, si procede alla messa in bottiglia e qui il vino riposa per almeno 18 mesi prima di essere posto in vendita.

la degustazione

Rubino luminoso alla vista. Olfatto incentrato su note di sottobosco, humus, ciliegie e violette, accompagnate da cenni di frutti di bosco, lamponi e mirtilli, e una vena minerale in sottofondo. Varietale l’assaggio: fresco, sapido, di elegante struttura, dai tannini decisi ma ben intessuti in una trama gustativa fruttata e dal persistente finale minerale.



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Potenti

igt toscana rosso

Cabernet sauvignon 100%

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Potenti

Igt toscana rosso

Nel vigneto da cui Potenti trae origine, il rapporto equilibrato tra frazione argillosa e scheletro nella composizione del suolo, unito ad una buona pendenza del terreno, determina spontaneamente un utilizzo ideale delle naturali risorse idriche. Non solo, le brezze marine che costantemente lambiscono questo rilievo sotto costa, equilibrano il naturale processo di maturazione delle uve, favorendo già in questa primissima fase, un singolare rapporto di stabilità tra le componenti acide e le sostanze zuccherine presenti nelle uve.

L’insieme di queste componenti conferisce al vino spiccato e fresco equilibrio, notevole capacità d’invecchiamento, ed infine grande eleganza ed originalità sensoriale. Vendemmiate in ottobre, le uve di Cabernet sauvignon vengono poste a macerare e quindi a fermentare, in tini tronco-conici di rovere da 100 hl. Segue la maturazione in barrique da 225 lt per 18 mesi e l’affinamento di 15 mesi in bottiglia.

la degustazione

Di colore rubino concentrato nel calice. Quadro aromatico denso e ricco nei toni di confetture di more e mirtilli, amarene in sciroppo e poi una fitta coltre di spezie e tostature che ricordano il caffè, con refoli erbacei e balsamici a corredo. Palato possente, voluminoso, vigoroso, dai tannini copiosi e rotondi. Retrolfatto in linea con i riconoscimenti del naso: fruttato, persistente e speziato.



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Quercegobbe

igt toscana rosso

Merlot 100%

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Quercegobbe

Igt toscana rosso

Porta il nome della vigna che lo produce, Quercegobbe, posta ai margini della macchia mediterranea e orientata verso il mare. Una posizione ideale per il Merlot, che predilige terreni collinari e climi ventilati. I suoi filari, piantati nel 1997, si trovano nei vigneti più prossimi alla cantina di produzione. Una vicinanza ideale, oltre che fisica, poiché il Merlot è il vino che Francesca Moretti predilige, il campo d’azione nel quale ha scelto di misurare intuizione, conoscenza e progettualità, sue e del suo team di cantina.

È un vino elegante e al contempo vigoroso, per il quale si è predisposta ogni cura ed attenzione in vigna ed in cantina. Vendemmiato nelle ore più fresche, il vino fermenta in tini di rovere tronco-conici a temperature controllate. A fine fermentazione, viene posto ad affinare per 15 mesi, parte in demi-muid nuovi da 600 litri e parte in barrique di secondo passaggio. Durante questo periodo svolge la completa fermentazione malolattica. L’affinamento prosegue quindi per altri 10 mesi nella bottiglia.

la degustazione

Colore rubino molto concentrato. Il naso svela un quadro ampio e di grande appeal nelle note dapprima fruttate di mirtilli in confettura, lamponi disidratati, amarene in sciroppo, prugne secche, quindi una componente vegetale nobile di mirto, rosmarino e ancora liquirizia, cannella e pepe. Corpo denso in bocca, ricco nell’insieme, morbido, dai tannini rotondi, setosi e dalla freschezza calibrata. Persistente il retrolfatto e coerente con i profumi del naso.



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Hebo

igt toscana rosso

Cabernet sauvignon, Merlot, Sangiovese

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Hebo

Igt toscana rosso

Nel nome, il vino rimanda alle radici storiche di Suvereto. Hebo era infatti la denominazione di un insediamento etrusco di antichissima origine. Hebo è prodotto a partire dal vitigno Cabernet Sauvignon in abbinamento con il Merlot, vitigni introdotti da Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Piombino dal 1805 e illuminata donna del vino.

Anche il metodo di produzione è rigorosamente teso alla difesa della connotazione territoriale: le uve vengono raccolte a piena maturazione (fine agosto - metà settembre) e trasportate in cassette con capienza non superiore a 17 kg;

la fermentazione è effettuata con lieviti indigeni e la vinificazione si svolge in vasche di acciaio a temperatura controllata.
L’invecchiamento avviene in fusti di rovere di Slavonia, mentre una piccola parte evolve per 10 -12 mesi in barrique di rovere (di secondo e terzo passaggio) provenienti dal massiccio centrale della Francia seguito da un periodo di affinamento in acciaio che precede l’imbottigliamento. Al periodo di evoluzione seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia.

la degustazione

Rubino lucente. Al naso svela freschi sentori di amarene, violette, mirtilli, peonie, cenni minerali e nuance di macchia mediterranea. Al gusto il vino è fresco, sapido, di corpo slanciato, piacevolmente fruttato, sottile nella veste sapida e dai tannini calibrati e gentili.



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Colle al fico

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Colle al fico

syrah

“Colle al fico” prende il nome dal toponimo della vigna da cui provengono le uve di Syrah, una delle varietà d’uva, a bacca rossa, più diffusa nella valle del Rodano e che ha trovato in Toscana, ed in particolare in Val di Cornia, le caratteristiche geologiche e microclimatiche ideali affinché questo vitigno possa esprimere tutta la sua forza e il suo profondo legame simbiotico con il territorio.

In questo angolo di costa tirrenica, il Syrah vinificato in purezza, dà vita a vini dal carattere floreale e di piacevole potenza e riconosciuta durevolezza. Il terreno argillo- calcareo della vigna Colle al fico, lascia che le uve possano esprimere l’anima più indistintamente mediterranea della cantina Petra.

La vendemmia è manuale e il trasporto in casse per evitare l’ammostamento e conseguenti fenomeni fermentativi indesiderati. Dopo la selezione in vigna l’uva, giunta in cantina, è stata sottoposta ad una seconda accurata cernita manuale. La fermentazione alcolica è preceduta da una macerazione a freddo per facilitare l’estrazione dei profumi più fruttati tipici delle uve a bacca rossa. La vinificazione si svolge in tini tronco-conici di rovere, con macerazione sulle bucce per circa 25 giorni. La temperatura di fermentazione si attesta sui 27-29°C; una fermentazione malolattica successiva è svolta in legno.

la degustazione

Colore rosso rubino tendente intenso. Un vino che si esprime in note voluttuose, dotato di discreta veemenza olfattiva con note speziate e di sottobosco con una sfumatura di vaniglia che ne sottolinea la giusta acidità e alcolicità. Al bicchiere secco, ampio e di grande struttura e mineralità che ne esalta la freschezza.



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La Balena

Viognier + scheda tecnica
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La Balena

Viognier

“La Balena”, un nome antico che proviene della tradizione orale e che indica il toponimo della vigna che lo produce. Il Viognier: un vitigno che in origine era coltivato esclusivamente nel nord della Valle del Rodano (da Vienna a Valencia) prima di diventare una delle varietà più popolari in California. Oggi, questa varietà bianca si distingue per la sua rarità, il suo aroma intenso e per la complessità del suo sapore.

I suoi profumi imponenti rivelano alla bocca sapori densi e di lunghezza ammirevole che riescono a riportare al palato una straordinaria sensazione di morbidezza.

Questo vitigno produce vini bianchi corposi e profumati con aromi di frutti gialli (mango, pera, pesca, albicocca, mela cotogna), fiori freschi (viola, iris, acacia), muschio e spezie, ma anche la frutta secca ( mandorle tostate e nocciole). Le uve vengono selezionate e raccolte a mano, a piena maturazione (prima decade di settembre) e trasportate in cantina in piccole casse da 15 kg dove avviene una seconda e accurata cernita manuale su appositi nastri. La vinificazione avviene in acciaio, dopo alcune ore di macerazione prefermentativa a freddo, si avvia il mosto ad una lunga fermentazione attorno ai 15°.

la degustazione

Luminosa veste color paglierino con decise nuance oro. Incipit aromatico floreale di glicine, tiglio, acacia, ginestra, quindi cedro, melissa, timo serpillo e macchia mediterranea. La dote fruttata si arricchisce con sentori di pesche e melone invernale. Assaggio voluminoso, sapido, piacevolmente agrumato, fresco e di buon corpo. Lunga persistenza alle erbe aromatiche.



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L'angelo di San Lorenzo

vino dolce + scheda tecnica
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L'angelo di San Lorenzo

Vino dolce

La storia del vino Angelo di San Lorenzo ha inizio con il ritrovamento di vecchie vigne e di seducenti grappoli di Malvasia, Trebbiano,Clarette e Vermentino,le uve dei grandi vini toscani da meditazione. Petra ha scelto di dare continuità a questa tradizione, recuperando i vecchi tralci contorti e dedicando loro ogni cura necessaria alla perfetta espressione della loro vocazione.

Ogni anno, la selezione migliore dei grappoli di queste piante viene fatta maturare al caldo sole di fine estate. Segue un’operazione di raccolta molto delicata e precisa, mentre un’ulteriore concentrazione degli zuccheri viene ottenuta appendendo i grappoli raccolti su reti parallele dove li si lascia essiccare per almeno tre mesi.

Verso la fine dell’anno, si procede alla pigiatura che avviene secondo il ritmo lento, ma continuo, dei torchi meccanici tradizionali dai quali si ottiene un dolcissimo succo d’uva. Dopo una naturale decantazione, la fermentazione prende avvio in modo assolutamente naturale, senza l’intervento di alcun lievito. Le botti, lasciate scolme, vengono riempite solo per tre quarti della loro capacità e vengono poi chiuse con tappi ricoperti interamente di ceralacca calda. Sette, otto anni di affinamento sviluppano tutto il colore, l’aroma e il complesso bouquet di un vino che parla del sole, dei profumi e della storia di un magico angolo della Toscana.

Terminata la fase di affinamento, si procede alla creazione di un blend derivato dall’unione di vini di differenti annate. Quest’ultima fase è responsabile dell’armonia e della complessità di un vino dolce, morbido e naturale che trae forza e ricchezza dall’essenza profonda del carattere mediterraneo.

la degustazione

Colore ambrato, caldo e suadente. Profumo intenso e caldo, con eleganti sfumature floreali, fruttate, di albicocca e fichi secchi. In bocca è ricco, armoniosamente denso, con tannini molto eleganti, sostenuti da note balsamiche di macchia mediterranea, sentori di miele di castagno, note di spezie e frutta secca.



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Una fresca sensazione di benessere, uno sguardo a perdere sull’orizzonte,
il flusso positivo di pensieri e piacere del gusto, da assaporare soli o in compagnia.
Belvento è il rimando alle brezze d’aria che arrivano dal mare
e muovono le foglie nelle vigne.

scopri i vini Belvento

Cabernet Sauvignon

IGT Toscana Rosso + scheda tecnica
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Cabernet Sauvignon

IGT Toscana Rosso

La Toscana è patria elettiva del Cabernet sauvignon e la Maremma Toscana settentrionale è una delle zone più vocate alla sua coltivazione. Proprio in questo lembo di terra, stretto tra mare e colline, nasce la selezione “Belvento: I Vini del Mare”. Pensata per dare autentica espressione alla ricchezza varietale di un habitat fortemente influenzato dal mare, essa è testimonianza di una tradizione vitivinicola che ha radici molto antiche ed è al contempo espressione autentica di una natura generosa che in un’agricoltura d’eccellenza ha saputo esprimere i tratti distintivi della propria vocazione.

Le uve del Cabernet sauvignon “Belvento: I Vini del Mare” vengono vendemmiate tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre, quando il clima mediterraneo tipico di questa zona ha portato a perfetto equilibrio la trama dei tannini e l’accumulo degli zuccheri. Dopo una prima, accurata selezione in vigna, l’uva giunge in cantina in piccole casse da 15 kg e qui viene sottoposta ad una seconda cernita manuale. La vinificazione avviene in acciaio con fermentazioni a temperatura controllata di 27°C.

La fermentazione malolattica e il successivo affinamento, di almeno 12 mesi, avvengono parte in piccole botti di rovere (225 lt) e parte in grandi botti di rovere (30/50 hl).

la degustazione

Colore rosso intenso con riflessi rubini. Al naso incede ampio con un profumo intenso di frutta matura e di sentori di bosco. Al palato si presenta speziato, armonico e vellutato e con una tannicità ben bilanciata. Maestoso, pieno e ampio in bocca, si esprime vigoroso con un retrogusto di liquirizia e una notevole struttura.



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Sangiovese

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Sangiovese

IGT Toscana Rosso

ll vitigno Sangiovese ha origini molto antiche. Come tale è conosciuto fin dal 1500, ma la sua genesi è probabilmente molto più remota e risale ai primi insediamenti degli Etruschi e dei Romani che qui coltivarono la vite, strappando terra fertile alle paludi e tramandando la cultura del vino fino ai giorni nostri. Il Sangiovese è un vitigno vigoroso che in questa terra di Toscana trova un terreno collinare di maturazione ideale perché dotato di abbondante scheletro e soprattutto perché molto asciutto in fase di maturazione delle uve. Le uve del Sangiovese “Belvento: I Vini del Mare” vengono raccolte generalmente nella seconda metà di settembre.

Dopo la selezione in vigna, l’uva giunge in cantina in piccole casse da 15 kg e qui viene sottoposta ad un’accurata cernita manuale. La vinificazione avviene in acciaio con fermentazioni a temperatura controllata di 27°C. Seguono la fermentazione malolattica e il successivo affinamento di almeno 12 mesi in botti di rovere da 30 HL e 50 HL.

la degustazione

Colore rubino luminoso e trasparente. Al naso, profumi di prugne e amarene anticipano sensazioni di macchia mediterranea, timo, note balsamiche di eucalipto, un lieve sentore di humus e una decisa nota di pepe nero. Assaggio elegante, fresco, delicatamente sapido, intensamente fruttato e dal finale balsamico. I tannini sono gentili e ottimamente integrati nel disegno gustativo.



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Sireno

IGT Toscana Rosso + scheda tecnica
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Sireno

IGT Toscana Rosso

Il Sireno è un blend di Syrah, Cabernet sauvignon e Sangiovese che racchiude in sé le principali varietà coltivate dalla cantina Petra con un metodo naturale finalizzato a preservare la biodiversità del patrimonio viticolo. Da questo incontro emerge un racconto enologico della Maremma toscana sincero, autentico e pienamente espressivo della natura di questi luoghi. Attendiamo la perfetta maturazione delle uve per coglierle nel massimo del loro potenziale espressivo. Dopo la selezione a mano in vigna, l’uva giunge in cantina in piccole casse da 15 kg e qui viene sottoposta ad una seconda e accurata cernita manuale.

La vinificazione avviene in acciaio con fermentazioni a temperatura controllata di 27°C. La fermentazione malolattica ed il successivo affinamento, di almeno 12 mesi, avvengono parte in piccole botti di rovere (225 lt) e parte in grandi botti di rovere (30/50 hl), entrambe rigorosamente “mai nuove” (secondo e terzo passaggio) per preservare tutto il patrimonio aromatico ottenuto in vigna attraverso tecniche di coltura rispettose della natura e dei sui ritmi vitali.

la degustazione

Denso e vivace il colore rubino, quasi impenetrabile, che anticipa intensi sentori di fiori e frutta rossa matura. Un quadro aromatico solare svela aromi di more, mirtilli, fragoline di bosco, amarene, macchia mediterranea, rosmarino, timo e pepe verde. Morbido e sostanzioso in bocca, fresco, dai coerenti ritorni balsamici e fruttati, è percorso da un tannino fitto e ben intrecciato nella trama gustativa.



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Velarosa

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Velarosa

IGT Toscana Rosato

Grenache: il quarto vitigno più coltivato nel mondo. Un vitigno che in Maremma, terra soleggiata e ventosa, raggiunge maturazioni ideali per la produzione di vini rosati corposi, sapidi e con una grande complessità aromatica.

La vendemmia avviene nella prima decade di settembre. Dopo un’accurata selezione in vigna condotta rigorosamente a mano, l’uva giunge in cantina in piccole casse da 15 kg e qui viene sottoposta ad una seconda cernita manuale, eseguita su appositi nastri. Le uve vengono sottoposte ad una breve macerazione sulle bucce e ad una pressatura soffice. Il mosto viene quindi travasato in un serbatoio Inox dove avviene la fermentazione a temperatura controllata di 16°C.

la degustazione

Il colore è rosa tenue, buccia di cipolla. Al naso il bouquet è elegante di fiori di acacia e glicine, con toni di lampone, melagrana e arancia a corredo. Non mancano refoli balsamici e di macchia mediterranea. L’assaggio è fresco, sapido, piacevolmente fruttato, balsamico e fragrante, dal finale gradevolmente salino.



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Vermentino

IGT Toscana Bianco + scheda tecnica
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Vermentino

IGT Toscana Bianco

Un Vermentino vinificato in purezza, per esaltare il carattere morbido e fruttato tipico di questo vitigno che qui, nella Maremma Toscana, ha saputo esprimere caratteri distintivi e unici, tipici di una terra temprata dalle lunghe estati e addolcita dalle fresche brezze marine che giungono dal mar Tirreno. Le uve vengono vendemmiate solo quando la maturazione aromatica è al suo apice e in genere questo fenomeno si verifica nella seconda decade di settembre.

Le uve vengono selezionate e vendemmiate a mano e la raccolta viene effettuata nel modo più rapido possibile per conservarne la fragranza prima della vinificazione. L’uva raggiunge la cantina e qui viene nuovamente sottoposta ad un’accurata cernita manuale eseguita su appositi nastri. La vinificazione avviene in acciaio e, dopo una pressatura soffice, ha inizio la fermentazione che avviene ad una temperatura controllata di 16°C.

la degustazione

Il colore è paglierino luminoso. All’olfatto sprigiona intensi sentori di lavanda, glicine, melissa e timo. Seguono percezioni di limone d’Amalfi, pompelmo, pesche bianche e uvaspina. La bocca è fresca, sapida, dalla struttura scattante e intensamente fruttata nel retrolfatto, con finale balsamico ed erbaceo, in perfetta linea con i profumi già avvertiti al naso.



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Viognier

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Viognier

IGT Toscana Bianco

In questa parte di Maremma Toscana, il Viognier può esprimersi al meglio grazie alla mineralità dei terreni che presentano banchi compatti, calcarei ed uniformi. Il vento e il calore di questa terra consentono la maturazione ideale degli acini che si presentano piccoli, di spessore e croccanti. La lunga estate della Maremma Toscana, caratterizzata da un andamento costante del calore e dei venti che soffiano dal mare, porta l’uva a completa maturazione.

Questo particolare fenomeno climatico consente di raccogliere l’uva nella prima decade di settembre, quando essa è asciutta, perfettamente sana e matura. La raccolta delle uve è manuale e il trasporto avviene in piccole casse da 15 kg. Giunta in cantina, l’uva è sottoposta ad un’accurata cernita manuale eseguita su appositi nastri. Dopo una pressatura soffice si dà avvio alla fermentazione che avviene in acciaio ad una temperatura controllata di 16°C.

la degustazione

Il colore è paglierino deciso e lucente. Al naso disvela un quadro tutto incentrato sulla vivacità delle note vegetali- balsamiche e floreali. Fragranze di lavanda, fiori di sambuco, melissa e salvia anticipano più “carnose” percezioni di cedro, melone bianco, papaya e gelso. L’approccio gustativo è morbido e sensuale: sapidità calibrata, freschezza in bella mostra e corpo elegante. Retrolfatto “marino” con finale balsamico e sapido.



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Olio Petra

L'olio extravergine di oliva di Petra.

scopri l'olio Petra

L'Uliveta di Mariella

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L'Uliveta di Mariella

olio extra vergine di oliva

L’Uliveta di Mariella si trova a Piombino (LI), in località Riotorto e più precisamente in una particolare zona collinare, situata a 90 metri sul livello del mare. L’elevata pendenza (30%) e la presenza di roccia affiorante danno vita ad un ambiente naturale di massima integrità e, al contempo, condizionano il sistema di coltivazione che è estremamente naturale. Il terreno è roccioso, calcareo e con tessitura franco argillosa.

L’uliveta ospita circa 500 piante tra le quali spicca la presenza di magnifici ulivi secolari di Leccino, accompagnati da alcuni esemplari di Frantoio e Moraiolo di età compresa tra i 20 e gli 80 anni.

L’olio presenta un profilo sensoriale di grande finezza, contraddistinto da un carattere deciso e al contempo molto amabile. Una personalità che rispecchia il carattere della sua proprietaria, la signora Mariella. L’uliveta è infatti un dono del marito Vittorio Moretti e questo olio è dedicato a lei e alla sua passione per tutti i prodotti più naturalmente vicini al lavoro della terra. L’Uliveta di Mariella è infatti il frutto della passione per l’olivo e dell’importanza che viene attribuita all’espressione più diretta e genuina dell’olio attraverso una grande attenzione ai minimi dettagli, se pur concentrati in una piccola porzione di terra.

Produciamo ogni anno poco più di un migliaio di bottiglie.

la raccolta 2013

caratteristiche organolettiche

tipologia olfattiva: fruttato medio

olfatto: sentori di erba fresca, origano, mandorla

gusto: dolce con finale leggermente piccante, pulito

colore: verde con riflessi dorati

caratteristiche chimiche

acidità (acidi grassi liberi): 0,20

numero di perossidi: 9,2

acido oleico: 78.57%

acido linoleico: 5.02%

polifenoli totali: 162 mg/Kg



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Petra

Olio extra vergine di oliva

Leccino, Frantoio, Moraiolo, Pendolino.

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Petra

Olio extra vergine di oliva

In Val di Cornia l’olivicoltura ha radici antiche e fa perno sulle classiche cultivar toscane, in particolare la triade varietale Frantoio, Leccino e Moraiolo. Nell’olio ricavato dall’azienda agricola Petra vi è un’altra cultivar autoctona, altrettanto pregiata, la Pendolino, che insieme alle altre tre permette di ricavare oli extra vergini di oliva peculiari, dalle caratteristiche sensoriali frutto di una sapiente composizione – Leccino al 40 per cento, Moraiolo al 25 per cento, Frantoio al 20 per cento e Pendolino al 15 per cento – in modo tale da dar luogo a un olio morbido e rotondo, e nel contempo amaro e gradevolmente piccante: l’equilibrio degli opposti.

L’olio prodotto è ricavato da 2000 olivi situati in località San Lorenzo, nel comune di Suvereto, a 120 metri d’altitudine, su un terreno argilloso di 10 ettari. Le olive da cui viene ricavato appartengono tutte a varietà autoctone della regione, i cultivar Leccino, Frantoio, Moraiolo e Pendolino. Tutte le fasi produttive sono direttamente controllate al fine di salvaguardare le naturali caratteristiche del frutto. La raccolta è effettuata rigorosamente a mano, quando le uve sono appena invaiate, e la frangitura avviene nei vicini frantoi con estrazione a freddo in tre fasi continue. Oltre a coniugare qualità nutrizionale e organolettica, questo olio è l’espressione pura dell’impronta della natura.

la degustazione

Giallo dai riflessi verdolini, è limpido alla vista. Al naso ha profumi fruttati vegetali, dalle nette connotazioni erbacee. Al palato è vellutato e morbido, ha buona fluidità e gusto vegetale, con chiari rimandi al carciofo. In chiusura i richiami alle erbe di campo e alla mandorla verde, oltre a una lieve e ben dosata punta piccante.

abbinamenti

Si tratta di un olio versatile, adatto a crudo come in cottura. Esprime il meglio di sé con zuppe di legumi, creme di verdura, carni alla griglia e arrosti di selvaggina.



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il Paesaggio

Suvereto, la Val di Cornia, Toscana

paesaggio

Vicino all’antico borgo di Suvereto, sulle colline ferrose della Val di Cornia dove lo sguardo può lasciarsi andare fino al Mar Tirreno, la magia di Petra è costantemente accarezzata da venti che risvegliano memorie viticole ed enologiche del tempo dei Greci e degli Etruschi. Ciò che è moderno e funzionale è nello stesso tempo tradizione profonda che si perde nelle linee di una storia. È lo strato sotterraneo – della terra, degli uomini, del loro ininterrotto racconto – che Petra rivela e svela.

Con la sua verticalità penetra il segreto che sta sotto, lo oltrepassa, lo attraversa, lo conosce, lo fa suo. L’azienda moderna, bella e funzionale, diventa il territorio, ad esso si abbandona e lasciandosi andare lo riporta in alto, lo eleva, paradiso ritrovato del Tempo che torna a rivivere, richiamo e accenno a qualcosa che va oltre la terra stessa.

Petra vitigni

La vocazionalità territoriale: una voce ascoltata che diventa progetto

Petra è voce ascoltata che diventa visione, progetto, promessa. Realizzazione, con filosofia raccolta da Vittorio e proseguita dalla figlia Francesca. Territori da lei osservati, analizzati, studiati insieme al professor Attilio Scienza, massimo esperto di zonazione, conosciuto in tutto il mondo per i suoi studi sulla vocazionalità dei territori vitivinicoli. Il vino doveva essere in sintonia con quelle voci (e presenze) antiche e misteriose; con quelle forze del terreno aspre. Misteriche. E doveva essere in sintonia con la passione di Vittorio e Francesca e, unendo la terra e il cielo, essere vino espressivo che sapesse suscitare la grande emozione e lasciare traccia magica nella memoria.
Attilio Scienza misura la terra e la studia. Terra che fu crocevia di confluenza tra uomini, beni e merci, tecniche, gusti e modi, attraverso i pregiati vini delle anfore chiote e il ferro delle colline metallifere che gli Etruschi estraevano. Una valle, quella della Val di Cornia, che divenne monopolio di vino e ferro. L’accurato studio di zonazione di Attilio Scienza individua tre principali tipologie di suolo. Una, sommatale, di origine tettonica: terreni pietrosi, talvolta calcarei, con strato di terra non molto erto, poveri, siccitosi, non molto argillosi; un altro formato da fenomeni alluvionali, erosivi e di accumulo, ricchi di manganese e di metalli; e il terzo, la parte più bassa, con terreni ricchi di limo, che consente al vino di liberare tutta la sua eleganza e il suo profumo.

la Cantina Petra

dall’uva al vino secondo natura

Il mare porta il libeccio a Petra, distribuendo silenziosamente alle sue colline la salsedine. Ossida il ferro e arrossisce il suolo, polverizza la forza dei rami caduti che tornano alla terra che si vena di nero. Nascono e vivono le querce di sughero che danno il nome a Suvereto, mentre il cielo illumina il lavoro degli uomini e scalda un terreno generoso di frutti, fiori e frumento, rendendo ricca l’uva da cui l’uomo produce il vino.

Minimo deve essere l’impatto meccanico sulle uve e sul mosto. Il ciclo produttivo è moderno e funzionale, ma mai si allontana dalla tradizione e la lavorazione “per gravità” diventa punto fermo. Il territorio suggerisce, parla, consiglia il modo per arrivare al vino più espressivo e i vitigni sono quelli più idonei al microclima di Petra. Vini che riposano e affinano, in barrique prima e poi in bottiglia, per un lungo periodo. Protetti dal cielo, placati dal sole, risvegliati dal vento, cullati dal silenzio della collina da cui si levano le dolci musiche appena accennate degli uccelli in volo.

Le “suvere”, le maestose querce che producono il sughero, osservano, insieme agli olivi, nello scenario di macchia mediterranea. Innumerevoli paesaggi, susseguirsi di suoli, serie di microclimi in un quadro sempre differente che produce differenza. E nella differenza di un suolo comunque vigoroso, prende vita la genuinità dei vini di Petra, in una evoluzione naturale senza alcuna manipolazione. Dalla vigna alla bottiglia, il principio di gravità rivela il lento movimento che dall’alto, a Petra, porta verso la terra, come mostrano i tre cerchi dell’etichetta: cielo-uomo-terra.

Precisione di una tecnologia che è prima di tutto sensibilità, la tradizione è immediatamente criterio moderno. Un processo creativo. Il grappolo finisce nel cesto, le uve – in alto, sul retro della cantina – iniziano la loro trasformazione. Gli acini, separati dal raspo, finiscono per morbida caduta nelle vasche di macerazione e fermentazione, in una atmosfera dove domina sempre la luce naturale. Le gallerie di invecchiamento e poi, più in basso, nel cuore della collina, si raccoglie e si conserva il risultato, la quintessenza, lo spirito che si è fatto materia. Vino.

Mario Botta e Petra: tra architettura e poesia

“Quando Vittorio Moretti mi chiese di disegnare questa sua cantina, mi è parso di capire che, al di là degli aspetti funzionali, cercasse soprattutto un’immagine capace di comunicare la passione e l’impegno necessari a sorreggere questa sua nuova avventura. Coltivare la vigna impone una visione di ampio respiro che si prolunga nel tempo sull’arco di molti decenni, richiede un controllo del paesaggio dove il territorio interessato non tollera incertezze o approssimazioni.

La trama geometrica della vigna contrasta l’andamento orografico ondulato del suolo sovrapponendo un disegno razionale che evidenzia la misura, la bellezza, la profondità del paesaggio. È nella prospettiva di un simile riordino del territorio ai piedi della campagna collinare di Suvereto che ho intrapreso il progetto per questa nuova cantina. Ho immaginato il nuovo intervento con un solo fronte a valle fuori terra, posto su un pianoro allungato dove si svolgono le attività di ingresso immerse tra le vigne che lo avvolgono. L’allineamento del fronte segna il cambiamento di direzione dei vigneti;

perpendicolari alla costruzione sulle pendici della collina retrostante e ordinati secondo filari posti a quarantacinque gradi nei territori della pianura a valle.
Al centro del lungo fronte si innalza dalla quota di ingresso un volume cilindrico rivestito di pietra di Prun che, nella parte superiore, è sezionato con un piano inclinato parallelo alla collina. Il cilindro accoglie al suo interno le attività di ingresso e al centro i serbatoi per la vinificazione – bellissimi nel loro acciaio rosettato – e ai livelli superiori l’arrivo delle uve e le attività legate alla produzione e ai controlli.

Al pianoterra Vittorio Moretti ha voluto una lunga galleria che penetra la montagna fino ad arrestarsi di fronte ad una parete di roccia che, posta proprio nel cuore della collina, diviene uno spazio di incontro o forse di riflessione, lontano dal cuore tecnico della produzione delle stanze iniziali. È questa galleria un percorso misterioso che porta idealmente verso il cuore della montagna, un cordone ombelicale che ci lega alla terra madre”.

Mario Botta