Petra Rocks: quando la terra parla

La Toscana dei grandi vini, della cucina di tradizione, della cultura millenaria, della bellezza.

Petra Rocks nasce dalla volontà di raccontare la Toscana partendo da noi, da quello che siamo: dai volti dei nostri cuochi, dalle mani esperte dei nostri macellai, dalle voci toscane dei nostri appassionati.

Il racconto prende la forma di un itinerario gastronomico in compagnia del nostro vino Petra 2016, in abbinamento ai piatti di carne, dei tagli, dei formaggi. Dei profumi e dei sapori della nostra terra.



La bottiglia di Petra 2016 diventa così un marchio di qualità, un segno di riconoscimento che identifica i luoghi e le realtà che incarnano la migliore tradizione enogastronomica della nostra regione.

“Il viaggio ha sempre un inizio e una fine. Almeno chilometrica. Non importa quanto lontano devi andare ma l’importante è quello che ti lascia dentro. La Toscana è ricca di colori, di odori, di sapori, di vivacità e ruralità. Di vita che scorre. Emozioni che restano.

Il nostro percorso è andato in profondità. Toccando i frutti della terra che ci nutre ogni giorno. E questo attraverso storici artigiani che ci hanno aperto il loro mondo quotidiano, la passione per il lavoro, la professione che si tramandano da generazioni. E poi le incursioni nei ristoranti dove la convivialità significa appartenere ad una comunità. I racconti di cuochi che per passione consegnano ogni giorno in tavola la materia prima, scelta attentamente, per raccontare con gusto la loro storia. La storia della loro terra di appartenenza. Tradizione e cura dei dettagli. Sincerità. Sale, pepe e odori.

Vino e cibo per ridere e condividere. Nutrirsi in modo sano, con la massima attenzione alla qualità, a stili di vita sempre più vigili a mantenere vivo un ecosistema meraviglioso. Assaporare la toscana, la sua cultura, il suo profondo dna. Con rispetto e voglia di conoscere. Approfondire. Arricchirsi di tutta la toscanità possibile. Perché toscani lo si è soprattutto nel cuore. E lo si trasmette con un gran sorriso e un bicchiere di vino in mano. Meglio se con le gambe sotto il tavolo.”

Divina Vitale, giornalista



I MACELLAI

DARIO CECCHINI

Dario è l’emblema della convivialità e di come sia importante la tavola imbanditacon i prodotti toscani. Prima di tutto la ciccia. Lui ne ha fatto un modus vivendi, inventandosi un taglio tutto suo: la panzanese. Viverlo anche per poco ti arricchisce. Genuinità e tanto amore per il proprio lavoro, il lavoro di gruppo. Non puoi lasciarlo senza aver fatto merenda con lui.
A qualsiasi ora con un bicchiere di vino rosso in mano, una battuta e due marachelle. Meglio gli stornelli. Perché a pancia vuota non si fa niente. E sempre w la ciccia e chi la stropiccia!

MACELLERIA FALORNI

Appassionato della storia della sua terra ci ha portato nel museo contadino e del vino, che è sempre stata una cantina, una volta proprietà del Re d’Italia Vittorio Emanuele. Nei sotterranei ha creato la sua prosciuttaia. Una grotta ottocentesca dove sono custoditi circa 1000 prosciutti che stagionano per 18/20 mesi in silenzio, con pochissima luce. Proprio dietro la piazza centrale di Greve in Chianti. Lui è molto rock!

MACELLERIA FRACASSI

Il Casentino è un viaggio dell’anima. Le curve non ti abbandonano mai quando sali su per il passo della Consuma. Poi tiri il fiato e si apre l’infinito. Simone Fracassi ti aspetta in macelleria a Rassina. E poi rimonti in auto e fai altre trecento curve (;)) per arrivare all’allevamento di Chianina, a Caprese Michelangelo. Lì c’è Vanni, custode della razza, di generazione in generazione. La Chianina è bellissima e vive in un luogo di elezione, non a caso. Tra i monti, nel verde intenso, tra i rumori della natura, gli odori vivi, respiri. I racconti di Simone sono emozionanti. Lì c’è la sua vita. Ogni collina racchiude un aneddoto che non ti stancheresti mai di ascoltare. Ascoltare ed imparare.

FORMAGGI ANGELA SABA

Siamo nel grossetano, a poca distanza dal centro di Massa Marittima. Qui Angela Saba produce i formaggi del cuore e della salute. Pensate bene: c’è anche il pecorino in grado di combattere il Colesterolo. Presidio Slow Food, è una chicca nell’immensità della Maremma. Con le caprette e le oltre 300 pecore, la sua azienda è una fattoria toscana piena di amore, di luce e di calore. Una vera pastora di origini sarde che combatte ogni giorno per la qualità e perché un mestiere così tradizionale, antico ma tanto bello possa mantenersi anche nel futuro. E noi al suo fianco.

ENOTECA TOGNONI

Il tempio del vino bolgherese ma anche toscano. E’ una delle cantine più grandi e fornite della Toscana. Una tradizione familiare consolidata, un luogo del cuore. Una sala open air icona di un territorio ormai consacrato in tutto il mondo per la qualità dei suoi vini.
Dentro al paese, abbracciati dalle mura del Castello di Bolgheri. Un luogo che con il tempo ha acquisito una sorta di sacralità.

OSTERIA MAGONA

L’oste Omar Barsacchi nel vivo del suo carattere rustico castagnetano.
Ancorato alle tradizioni di famiglia, tra caccia e artigianato. La sua Osteria brilla sulla strada del vino bolgherese dove non si fa mancare niente. Dai galletti, alle celle dove stagiona salumi e formaggi. Uno dei luoghi culto della ciccia alla griglia (in partnership con Cecchini). L’odore pervade i sensi, anche quelli meno addomesticati. Un percorso del gusto che ti accoglie appena entri e non ti lascia più.

IL MAGAZZINO DI LUCA CAI

Luca Cai è il trippaio e ci tiene a sottolineare la propria identità. Appassionato e nostalgico delle tradizioni, ci ha fatto assaggiare la Fiorentina fritta condita, invece che col sale, con la colatura di alici. Un piatto molto curioso e antico. Infatti si tratta di una vera specialità che ormai, purtroppo, non cucina più nessuno. Fiorentinità pura.

ANTICO RISTORO DI CAMBI

Siamo in San Frediano e appena varcata la porta sei catapultato in una dimensione di antico ristoro nel pieno clima fiorentino. Aperta negli anni Cinquanta come fiaschetteria dava da mangiare ai renaioli dell’Arno. E un po’ questa dimensione di “fermo nel tempo” è rimasta.

TRATTORIA DA BURDE

Già arrivando sulla via Pistoiese ed incontrando l’insegna Da Burde, sei consapevole che accadrà qualcosa di magico, solo varcando la porta. La storia si respira tra le mura. Sa tutto di vita vissuta ai tavoli, di dna fiorentino, un po’ metropolitano se si vuole, tra un bicchiere e l’altro. E poi c’è il peposo di Paolo Gori che ti stordisce di bontà. E lo finisci anche a
colazione. Come ho fatto io. Stratosferico.

TRATTORIA ENRICO BARTOLINI

Il cancello dell’Andana si apre come uno scrigno.
Entrando ti conduce nel cuore dei colori e degli odori della Maremma più vera. Quella che rapisce i tuoi sensi e non li lascia più. La trattoria conta stanze immense, in quella centrale un camino corona e conclude il percorso. E’ tutto molto rurale, molto toscano, molto bello. La brace in cui ci “accucciamo” per brindare con Petra 2016 mi proietta in un film. Ma sono lì davvero in compagnia di due preparatissime e sorridenti persone: Davide Macaluso, responsabile manager, e lo chef Bruno Cossio. Non voglio più andare via.

DA ALCIDE

Una bottega storica che proprio quest’anno compie 100 anni! Al timone due “bimbe” come le chiamano i clienti, semplici e simpaticissime. Un banco e un bell’arredo dentro il locale con cimeli di un tempo che fu. Caldo, accogliente, sereno. Un sorriso ci accoglie, un sorriso ci saluta. Con la promessa di tornare presto a trovarle. A Campiglia Marittima a due passi da Petra.

L’CIOCIO

Lui è il ragazzo bonaccione arrivato da Montevarchi a Suvereto, dove ha trovato l’amore mantenendo il soprannome che gli davano da ragazzetto. La Taverna si trova proprio davanti al palazzo comunale, nel centro storico di uno dei borghi più belli d’Italia. E questa bellezza si respira eccome, in ogni vicolo, sotto e dentro le mura storiche. Qui si porta in tavola l’autoctonia in ogni sua sfumatura. Dalle erbe di campo, all’orto, alla frutta, alla cacciagione. E poi, e poi…

SALOTTI DEL PATRIARCA

La chef stellata Katia Maccari, energica e sorridente, ti accoglie tra le mura storiche dell’hotel con annesso ristorante. Un luogo ameno, pieno di fascino, in una villa patronale del XIX secolo nella toscana più rurale, di confine. Siamo Chiusi in provincia di Siena. Un luogo, l’hotel, che è stato anche il set di uno dei film che hanno fatto la storia del cinema italiano. Infatti il regista Federico Fellini vi ha girato alcune scene di 8 e ½, soggiornandovi con la moglie Giulietta Masina. Per quanto riguarda i piatti la chef sa reinterpretare i sapori tradizionali toscani in maniera creativa ed intrigante.

IL RISTORO LA BOTTEGA DEL PARCO

In pieno spirito urban- cittadino, alle porte del centro di Pisa, ci si trova alla Bottega del Parco, un locale accogliente all’interno e molto vivibile d’estate, con un’ampia terrazza. Un giardino urbano.
Qui si prediligono le cotture alla brace, con una griglia da capogiro all’interno e uno staff giovane ed efficiente. Ma la sorpresa più grande è scoprire che il titolare è un noto attore e personaggio televisivo, udite udite, Roberto Farnesi. Da bello e dannato protagonista delle soap opera che hanno cresciuto tante generazioni, ha affiancato la carriera artistica a quella gastronomica come imprenditore nella città in cui è nato. La bellissima Pisa con l’unica ed inimitabile Piazza dei Miracoli, grande orgoglio toscano.


Petra Wine



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